Il mercato della comunicazione e della produzione di contenuti in Italia è cresciuto del 185% in dieci anni: oggi si contano oltre 25.000 imprese del settore e più dell’80% delle aziende prevede di aumentare il budget dedicato a contenuti e creatività nel 2026. In questo scenario, l’intelligenza artificiale sta ridisegnando il modo in cui i contenuti vengono ideati, prodotti e distribuiti.

Non un’altra casa di produzione

La maggior parte degli operatori si posiziona come casa di produzione video o agenzia di comunicazione generica. Il mio approccio è diverso: Communication Operations. Non solo eseguo i contenuti, ma progetto l’architettura del sistema comunicativo di un’azienda — coordinamento dei team, knowledge base, flussi di approvazione, produzione audiovisiva e integrazione dell’AI nei processi reali.

L’AI come strumento di lavoro, non come moda

Integro strumenti di intelligenza artificiale nei workflow professionali concreti: generazione video (Kling, Runway, Higgsfield), generazione immagini in locale (Flux, Chroma), voice design (ElevenLabs), gestione di knowledge base strutturate. L’obiettivo non è la sperimentazione fine a se stessa, ma produrre contenuti coerenti con l’identità di un brand in modo più rapido e scalabile.

Il suono come identità

A fondamento di tutto resta la mia formazione di sound engineer: sound design, foley, mix e mastering per broadcast. Il suono non è un dettaglio finale, è parte dell’identità di un progetto.

Un modello scalabile

Questo modello operativo — comunicazione integrata, knowledge base strutturata, produzione e AI — è quello che applico su Mesa Italia ed è replicabile su altre aziende, in collaborazione con l’ecosistema tecnologico di Anthilla.